Chi è obbligato a fare la formazione in azienda?
L'obbligo ricade sull'azienda, non sul singolo dipendente. L'Articolo 4 si rivolge ai "fornitori e ai deployer dei sistemi di IA", e deployer nel linguaggio del Regolamento sei tu che quei sistemi li utilizzi, anche se non li hai costruiti. Il perimetro delle persone lo definisce la norma stessa: il personale "nonché qualsiasi altra persona che si occupa del funzionamento e dell'utilizzo dei sistemi di IA per loro conto". Quel "per loro conto" è la parte che sfugge, ed è quella che si porta dentro collaboratori a partita IVA, agenzie e fornitori. Non conta la forma del contratto, conta l'uso effettivo: se in amministrazione qualcuno fa riassumere un documento a un assistente conversazionale, quella persona è dentro. La misura della formazione va invece calibrata sul ruolo e sul rischio, perché chi usa l'IA per riscrivere una mail ha bisogno di qualcosa di diverso da chi la usa per scremare curriculum.
I corsi possono essere fatti online in e-learning?
Sì, e il Regolamento è volutamente aperto sul punto. L'Articolo 4 dice che fornitori e deployer "adottano misure" per garantire un livello sufficiente di alfabetizzazione: prescrive il risultato e ti lascia libero sul come. Non esiste quindi un formato imposto né un monte ore minimo da rispettare. L'e-learning asincrono è la formula più praticabile per chi ha turni o più sedi, e ha un vantaggio documentale non da poco, perché la piattaforma registra da sola accessi, tempi di fruizione e completamento: le "misure" diventano dimostrabili senza che nessuno debba ricostruirle a mano. Se preferisci l'aula, in presenza o in videoconferenza, la facciamo. La combinazione più richiesta resta e-learning per tutti più una sessione live per chi ha responsabilità decisionali.
Rilasciate un attestato valido ai fini di legge?
Qui ti diamo la risposta esatta, che è più utile di quella comoda: una certificazione ufficiale di AI literacy non esiste, per noi come per chiunque altro. Il Regolamento dedica un capo intero agli organismi notificati, alla valutazione della conformità e ai certificati, ma riguarda i sistemi di IA ad alto rischio: per la formazione del personale l'Articolo 4 si limita a chiedere che tu "adotti misure", senza istituire né un albo né uno schema di certificazione. Chi ti vende un attestato "a norma di legge" ti sta vendendo qualcosa che la legge non prevede. L'obbligo dell'Articolo 4 è in capo a te come datore di lavoro, e quello che conta è poter dimostrare di averlo assolto. Per questo consegniamo un fascicolo completo: registro delle presenze e degli accessi, esiti dei test con data e punteggio, attestati nominali per ogni partecipante, programma didattico e materiali usati. È la documentazione che un'autorità o un consulente ti chiede in sede di verifica, ed è l'unica cosa che in questo momento abbia valore concreto.
C'è una multa se non facciamo la formazione?
Non nella forma in cui te la raccontano, e qui ti conviene sapere come stanno le cose meglio di chi prova a spaventarti. I 35 milioni di euro che girano in rete stanno all'Articolo 99, paragrafo 3, e riguardano una cosa sola: la violazione del divieto di pratiche di IA vietate dell'Articolo 5. Non la formazione. Il paragrafo successivo, quello da 15 milioni, elenca uno per uno gli obblighi sanzionabili: articoli 16, 22, 23, 24, 26, 31, 33, 34 e 50. L'Articolo 4 in quell'elenco non c'è, e puoi verificarlo in due minuti. Detto questo, la conclusione comoda sarebbe "allora lasciamo perdere", ed è sbagliata per tre motivi concreti. L'alfabetizzazione è il presupposto degli obblighi che invece sono sanzionati: l'Articolo 26 pretende che la sorveglianza umana sui sistemi ad alto rischio sia affidata a persone che hanno "la competenza, la formazione e l'autorità necessarie", e senza formazione quella casella non la spunti. È la prima cosa che viene chiesta quando parte una verifica, perché è la più semplice da controllare e la più difficile da improvvisare a posteriori. E in caso di danno provocato da un uso maldestro, "nessuno gliel'aveva spiegato" è una posizione che non si difende, né davanti a un cliente né davanti a un giudice.
Quanto dura e quanto costa?
I moduli base occupano dalle tre alle sei ore per persona, distribuite come preferisci nell'arco di qualche settimana. Il preventivo dipende da quante persone coinvolgi, da quanti profili diversi ci sono e dal formato scelto, con un costo per persona che scende parecchio sui gruppi numerosi. Il preventivo scritto arriva dopo una chiamata di venti minuti in cui capiamo chi in azienda usa già l'IA, che come dicevamo sono quasi sempre più persone di quante immagini.
Ogni quanto va ripetuta?
Una volta l'anno è il ritmo ragionevole, più un aggiornamento quando cambia qualcosa di sostanziale: un nuovo strumento adottato in azienda, un nuovo obbligo entrato in applicazione, l'ingresso di persone nuove. Il Regolamento non fissa una scadenza esplicita, ma un fascicolo formativo fermo a due anni prima è difficile da sostenere come "livello sufficiente" davanti a chi sta verificando.